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Mirtillo e succo di mirtillo e i loro benefici

Il Mirtillo è originario dal Nord Europa ed è spesso utilizzato nel trattamento della diarrea acuta, come purificatore del sangue, e in episodi di infiammazione della bocca e della gola.
Il mirtillo, insieme a fragole e mirtilli è un frutto che ha delle proprietà benefiche e importanti.
Il mirtillo è ricco di antociani, e composti fenolici che hanno un effetto antiossidante, antinfiammatorio, antitumorale, e attività antimicrobica.
Il mirtillo , è un frutto originario nel  Nord America ed è utilizzato come rimedio per pulire i reni, la vescica e per il trattamento delle vie urinarie e le infezioni gastrointestinali.
Inoltre i mirtilli contengono vitamina C e vitamina E e il succo di mirtillo contiene  acidi fenolici, flavonoidi e terpeni.
Ci sono due varietà di mirtilli: mirtillo rosso e mirtillo nero.

MIRTILLO PROPRIETA'
I mirtilli sono dei frutti ricchi di antiossidanti perché contengono antocianine ed hanno proprietà antiossidanti ed antiinfiammatorie.
I mirtilli riducono lo stress ossidativo ed infiammatorio riducendo così il rischio che si sviluppino e progrediscano alcune malattie.
Nei mirtilli ci sono circa 200 derivati antociani che hanno proprietà antiossidanti, anti-infiammatorie ma anche ipolipidemiche



Fra le proprietà dei mirtilli c'è quello di proteggere dalla gotta, malattia dovuta ad un eccesso di acido urico nel corpo.L'acido urico in eccesso determina inoltre un elevato rischio cardiovascolare
  e i mirtilli sembrano proteggere da questo rischio soprattutto negli uomini.

I mirtilli sono anche un'ottima fonte di polifenoli tra cui le  antocianine. Per questo motivo i mirtilli sembrano ridurre il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2. In alcuni studi si è visto che i mirtilli miglioravano la sensibilità all'insulina( e quindi agiscono contro la resistenza all'insulina)  e aumentano la tolleranza al glucosio. Il numero di studi non è però abbastanza per dire con certezza che i mirtilli riducano il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2 ed  è necessario fare il confronto con soggetti a cui venga somministrato il placebo.

Il consumo di mirtilli potrebbe intervenire anche sul carcinoma epatocellulare intervenendo su migrazione invasione e proliferazione del ciclo cellulare e apoptosi. Il mirtillo potrebbe quindi essere usato come strategia per il trattamento antitumorale per il cancro al fegato. I  mirtilli possono facilitare il trattamento clinico di carcinoma epatocellulare, fornendo una strategia terapeutica e prevenzionecome agente terapeutico antitumorale in quanto sembrano aumentare l'apoptosi di cellule tumorali e la riduzione delle cellule tumorali.

Gli antociani presenti nei mirtilli sembrano avere una funzione protettiva contro malattie croniche ed in pariticolar modo sembrano avere  la capacità di proteggere le cellule della retina che sono state danneggiate dallo stress ossidativo e dall' infiammazione diabete indotta aumentando il contenuto di glutatione (GSH) e l'attività glutatione perossidasi (GPx), e una diminuendo la malondialdeide (MDA) e alcune specie reattive dell'ossigeno (ROS).

I mirtilli sembrano aumentare la sensibilità delle cellule all'insulina(sensibilità persa in soggetti diabetici); inoltre potrebbero ridurre sia il peso che l'adiposità; almeno così è stato notato nei roditori.
I mirtilli se aggiunti alla dieta potrebbero determinare oltre che la riduzione del peso corporeo anche una riduzione dell'accumulo dei grassi nel tessuto lipidico: riduzione di grasso addominale con aumento della sensibilità all'insulina.

I mirtilli sembrano inoltre avere proprietà antimicrobiche  e antivirali. Le proantocianidine agirebbero contro l'epatite A e i norovirus umani surrogati e murini e ingenerale contro i virus enterici.

Il succo di mirtillo potrebbe avere un ruolo protettivo in casi di artrite grazie all'elevato potenziale ossidante ed effetti antiinfiammatori, con possibile riduzione del gonfiore riducendo inoltre i segni clinici di artrite e formazione osteofiti negli animali trattati.

Analizzando l'azione del succo di mirtilli su animali in menopausa si è potuto vedere come si avesse una riduzione del grasso e venga contrastata l'obesità.

In considerazione dei diversi studi si può vedere come in più studi il ruolo dei mirtilli sia correlato con un'azione anti-infiammatoria che potrebbe aiutare a ridurre il processo infiammatorio a base della cellulite e dell'accumulo adiposo.
I mirtilli possono essere introdotti nella dieta per una maggiore perdita di peso e contrastare l'accumulo di grassi anche in donne in menopausa

Nella dieta dei mirtilli si devono bere almeno 2 tazze al giorno di succo di mirtilli o prendere 2 capsule di mirtilli: sia il succo di mirtilli che le capsule possono essere trovate in erboristeria.
Ad esempio a colazione si potrà mangiare una tazza di mirtilli con uno yogurt bianco allo 0,1% di grassi, oppure si può bere nello spuntino sia di metà mattina che di metà pomeriggio il succo di mirtillo o semplicemente dopo pranzo. Se non si dispone di mirtilli freschi si possono prendere le capsule contenenti mirtillo liofilizzato

Ma spesso dal fruttivendolo non si dispone di mirtillo fresco allora cosa fare?
Come già detto oltre alle capsule di mirtillo e al succo di mirtillo è possibile comprare la marmellata di mirtillo o farla noi stessi.
Per fare la marmellata di mirtilli basta mettere i mirtilli in una pentola a fuoco lento, dopo averli lavati accuratamente, e aggiungere zucchero a piacere ma senza esagerare.
Fare cuocere per circa mezz'ora, mescolando di tanto in tanto con un cucchiaio di legno e poi a cottura ultimata mentre è molto calda conservarla in dei barattoli in modo da fare il sottovuoto per conservare la marmellata di mirtilli più a lungo possibile.


Riferimenti
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27916816
 https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27916833
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27882220
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27847126
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https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/27551767
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http://www.mdpi.com/2076-3921/5/4/44/htm#B25-antioxidants-05-00044
http://slism.com/diet/blueberry-diet.html
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5037066/

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